Perché i backlink spariscono (e come accorgersene in tempo)
Hai lavorato per ottenere un backlink: un articolo ospite, una collaborazione, una menzione sulla stampa di settore. È lì, la tua posizione sale, e mesi dopo il link è semplicemente sparito, senza che nessuno ti abbia avvisato. È uno dei modi più silenziosi di perdere terreno: nessuna pagina di errore, nessun avviso, niente. La pagina si carica ancora; a mancare è il link al suo interno.
E sparire è solo il caso visibile. Un link può smettere di contare pur restando perfettamente visibile, e passato il primo anno è anzi la situazione più frequente.
Sei modi di perdere un link, e solo tre si vedono
| Che cosa succede | Che cosa vedi aprendo la pagina | Recuperabile |
|---|---|---|
| Il link viene tolto | Più niente | Spesso, se lo vedi presto |
| La pagina che ti citava viene cancellata | Un 404 | Raramente |
| L'intero sito chiude | Un dominio morto | No |
Il link passa a nofollow |
Nulla, sembra identico | Sì, chiedendolo |
| L'anchor viene riscritta | Il link, con altre parole | Sì, spesso senza discussione |
La pagina passa a noindex |
Proprio nulla | Quasi mai |
Le prime tre righe si notano a occhio nudo. Le ultime tre no, e sono quelle care, proprio perché sembrano niente. Chi verifica soltanto se il link è ancora presente non vede mai metà delle perdite.
I link spariscono per ragioni molto banali
La maggior parte dei link persi non ha nulla a che vedere con una penalizzazione, né con te. L'altro sito viene rifatto e abbandona i vecchi contenuti. Un redattore riscrive l'articolo e toglie il link uscente per strada. Una pagina viene spostata e il vecchio indirizzo restituisce un 404. Il sito viene venduto, e il nuovo proprietario non ha alcun motivo di tenere un link che non ha messo lui.
Nessuna di queste decisioni è stata presa contro di te. Nessuna ti è stata annunciata. È ciò che rende scomodo l'argomento: i link muoiono in momenti identificabili, e tutti questi momenti appartengono a qualcun altro.
Il nofollow è il caso più subdolo
Un link che sparisce è almeno facile da capire. Un link che passa a nofollow è
peggio, perché sembra normale. Il tuo testo di anchor è ancora lì, la
destinazione punta ancora a te, il clic funziona, ma un attributo dice ora ai
motori di ignorarlo.
Lo scenario tipico non ha nulla di malevolo: un partner installa un'estensione di
sicurezza che aggiunge nofollow a tutti i link uscenti, oppure un nuovo
redattore cambia l'impostazione predefinita del CMS. Nessuno dall'altra parte sa
che è appena successo. I valori sponsored e ugc producono lo stesso effetto e
arrivano per le stesse strade:
che cosa cambia esattamente quell'attributo va saputo
prima di scoprirlo sulla propria migliore collocazione.
I due cambiamenti di cui nessuno parla
L'anchor riscritta. Un redattore riformula un paragrafo e il tuo link, che diceva «la loro guida al monitoraggio dei backlink», adesso dice «qui». Il link esiste, viene seguito, e ha perso la descrizione che gli dava senso. È un danno reale e quasi sempre reversibile: il testo di anchor è la più breve descrizione della tua pagina che qualcuno scriverà mai.
Il link spostato fuori dal corpo del testo. Un restyling trasforma la menzione in una voce di un elenco di fonti a piè di pagina. C'è ancora, non verrà mai più cliccato, e un link che nessuno clicca dice molto poco. La perdita non compare in nessuna statistica, perché tecnicamente non manca nulla.
Che cosa registrare a ogni verifica
Un monitoraggio serio registra sei cose, non una:
- il codice HTTP della pagina di origine, per distinguere un link tolto da una pagina morta;
- la presenza di un link verso il tuo dominio;
- l'URL esatta puntata, perché una redirezione aggiunta nel frattempo cambia le carte in tavola;
- il valore di
rel: dofollow, nofollow, sponsored o ugc; - il testo di anchor, parola per parola;
- l'eventuale
noindexsulla pagina, che annulla tutto il resto.
Uno strumento che risponde soltanto a «il link è ancora lì?» ti annuncerà che va tutto bene il giorno in cui la tua migliore collocazione smette in silenzio di contare. È la domanda più facile da porre, e la meno utile.
Ogni quanto verificare
| Tipo di link | Ritmo utile | Perché |
|---|---|---|
| Collocazione negoziata, articolo ospite | Settimanale | Puoi ancora intervenire su un contatto vivo |
| Link editoriale spontaneo | Mensile | Nulla da negoziare, ma è bene saperlo |
| Menzione stampa, archivio | Trimestrale | Stabile per natura, poca azione possibile |
| Link acquistato o sponsorizzato | Settimanale | È quello che stai pagando |
| Partnership reciproca | Mensile | Se ne va per primo quando la relazione si addormenta |
Il ritmo conta meno della costanza. Una verifica mensile che gira davvero vale più di una quotidiana prevista e mai fatta.
Che cosa il monitoraggio non fa
Non recupera nessun link. Non ti dice se un link valeva la pena, è una questione di giudizio e si pone al momento di ottenerlo, non dopo. Conosce soltanto i link che gli hai dato, quindi non scoprirà menzioni di cui ignori l'esistenza. E non sostituisce la traccia scritta dei tuoi scambi: il foglio di calcolo resta migliore sul lato relazionale, e non c'è alcun motivo di abbandonarlo.
Quello che fa, e che nient'altro fa, sta in una frase: riduce il tempo fra il momento in cui un link cambia e il momento in cui lo apprendi.
Non tutti i link meritano questa attenzione
Sorvegliare trecento link di cui duecentottanta sono directory dimenticate produce un report che nessuno apre. L'elenco utile è più corto di quanto si creda:
- quelli che ti sono costati qualcosa: tempo di contatto, contenuto scritto, budget speso;
- quelli che portano davvero traffico, qualunque sia il loro presunto valore SEO;
- quelli che hai promesso a qualcuno: un cliente, un socio, un report mensile;
- quelli la cui fonte è fragile: restyling annunciato, blog tenuto da una sola persona, dominio recente, sito che ha già cambiato proprietario.
Il resto può accontentarsi di un controllo trimestrale. Un elenco di sorveglianza che sta in uno schermo è un elenco che guarderai davvero; uno da trecento righe è un elenco che chiuderai. Il resto non è trascuratezza, è una decisione, e può essere scritta.
Il caso in cui la rottura viene da casa tua
Un link può morire senza che nessuno lo tocchi: basta che la tua URL smetta di rispondere. Il partner crede ancora di linkarti, la sua pagina è intatta, e a muoversi sei stato tu. Un restyling mal preparato distrugge così in una notte quello che due anni di contatti avevano costruito, e nessun monitoraggio delle pagine di origine lo segnalerà, visto che quelle pagine non sono cambiate. È lo specchio esatto di tutto quanto sopra, ed è l'unica parte dell'argomento che dipende interamente da te: conservare i backlink durante un restyling si prepara prima del cantiere, non dopo le prime lamentele.
Quando un link se ne va, il messaggio che funziona
Corto, preciso, senza rimprovero, e inviato mentre il contesto è ancora fresco:
Buongiorno, rileggendo il vostro articolo sulle migrazioni di sito ho visto che il passaggio sulle redirezioni non rimanda più alla nostra guida. Forse è legato al restyling del mese scorso. L'indirizzo aggiornato è questo, se vi sembra ancora utile per i vostri lettori.
Lo stesso messaggio inviato diciotto mesi dopo, a qualcuno che nel frattempo ha cambiato ruolo e rifatto il sito, non funziona. Lo scarto fra la rimozione e la tua scoperta è l'unica parte di questa storia che controlli davvero. Un link perso che vedi in tre giorni è una conversazione. Lo stesso visto dopo trecento giorni è una riga in un report, e se lavori per dei clienti è proprio la riga che dà contenuto al rapporto mensile.
Domande frequenti
Ogni quanto dovrei controllare i miei backlink?
Per la maggior parte dei siti un controllo giornaliero o settimanale è più che sufficiente. L'importante è che sia automatico: un link può cadere il giorno dopo essere stato inserito e vuoi saperlo in ore, non in mesi.
Cosa si considera un backlink perso?
Un link è perso quando viene rimosso dalla pagina di origine, quando la pagina di origine stessa restituisce un errore, o quando passa silenziosamente a rel=nofollow e smette di trasmettere autorità.
Serve l'accesso all'altro sito per monitorare un link?
No. Il monitoraggio legge solo la pagina di origine pubblica, esattamente come farebbe un motore di ricerca, e vi cerca un link verso il tuo URL. Nulla viene installato sull'altro dominio.
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